AFRICAN MASK

AFRICAN MASK

Nella tradizione africana chi indossa una maschera abbandona la propria identità e viene trasformato nello spirito che la maschera rappresenta. Diventa così un medium che consente di dialogare con le proprie divinità, gli antenati, i defunti, gli animali o altri spiriti della natura.

La maschera africana ha i tratti altamente stilizzati poiché deve rappresentare lo spirito del soggetto e non la sua apparenza esteriore.

Gli animali sono fra i soggetti più comuni, sono simbolici e portatori di determinate virtù.

Le maschere africane Kwele vengono utilizzate nel rituale beete per ottenere la purificazione da parte degli spiriti e protezione. Rappresentano un antilope e sono infatti spesso in possesso di due grandi corna che incorniciavano il viso. Le maschere sono stilizzate e si caratterizzano per un viso a forma di cuore, occhi a mandorla e bocca piccola.

Insieme agli animali, uno dei soggetti più comuni delle maschere africane è la donna, anch’essa rappresentata in forma stilizzata, in funzione dell’ideale di bellezza femminile propria di ogni particolare cultura.

Le maschere africane Punu nascono per rappresentare la bellezza delle donne di questa tribù che vengono ritratte con la loro tipica acconciatura a forma di cupola, piuttosto alta sulla nuca, e con occhi orientali.

Le Maschere africane tradizionali sono uno degli elementi artistici del continente che più di tutti hanno influenzato il mondo dell’arte.

Alcune maschere sono legate al culto degli antenati, rappresentano personaggi storici e leggendari altre hanno funzione di buon augurio: matrimoni, funerali o riti di iniziazione.

Sono create per rendere materiale un’idea astratta, un sentimento, per rappresentare le forze soprannaturali e gli spiriti che interagiscono con la vita degli uomini.

Sono oggetti capaci di un fascino davvero magnetico.

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