l’arte di diventare ciò che si è

” dammi una maschera, ti prego, una maschera ancora”

Friedrich Nietzsche

L’uso della maschera si perde nella notte dei tempi. 

C’è qualcosa di magico e coinvolgente nell’atto del mascherarsi, qualcosa di antico che attrae grandi e piccini, che ci consente di giocare ad essere qualcosa d’altro o di scoprire cosa potremmo essere se conoscessimo meglio la maschera che a volte indossiamo senza saperlo.

Il concetto di maschera è uno dei fili conduttori del pensiero di Friedrich Nietzsche. È il rapporto tra essere e apparire. 

Ma sappiamo cosa siamo veramente? 

Spesso l’uomo non ha neppure una lontana idea di ciò che è.

Con l’esortazione “diventa ciò che sei!” Nietzsche invita ad andare al di là di ciò che si pensa di essere.

La libertà dell’uomo è una ricchezza di possibilità diverse, non esiste un solo IO dentro di noi ma una pluralità di IO che si contendono il dominio.

L’individuo è quindi un equilibrio provvisorio raggiunto tra i vari nostri IO.

Ecco che indossare una maschera può aiutarci a scoprire un mondo più vasto, più strano, più ricco… un mondo sconosciuto che si cela sotto la nostra superficie. 

La maschera diventa un mezzo dietro il quale salvaguardiamo le nostre profondità e con il quale affrontiamo la realtà celando le nostre paure e debolezze.

Il potere creativo dell’uomo nei confronti della realtà, include la possibilità di creare sé stessi:

“nell’uomo c’è materia, frammento sovrabbondanza, creta, melma, assurdo, caos; ma nell’uomo c’è anche il creatore, il plasmatore, la durezza del martello, la divinità di chi guarda e c’è anche un settimo giorno” 

cit. Al di là del bene e del male di Friedrich Nietzsche

La maschera da un lato cela e dall’altro rivela, può essere un’ottima metafora per stimolare l’auto-osservazione e l’introspezione.

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